Menu principale:
ESPOSIZIONI MOSTRE > Mostre 2006
Mostra n° 21 - Omaggio a Giuseppe Bertolazzi
Domenica 12 novembre 2006
a cura di Silvia Cotti e Gabriella Tinti la mostra rimarrà aperta sino al 19 novembre 2006 orario 17 / 19
Domenica 12 novembre 2006 alle ore 17 viene inaugurata nella sede del Comitato di Rigore Artistico in Pozzo Garitta una mostra dedicata a Giuseppe Bertolazzi.
La retrospettiva è curata da Silvia Cotti e Gabriella Tinti in collaborazione con Tullio Mazzotti.
Le opere esposte sono quadri dell’ultimo periodo lavorativo, disegni, collage, piccoli dipinti realizzati nel 1999 e nel 2000.
Giuseppe Bertolazzi fu artista attento alla sensibilità poetica, pittore soprattutto, ma certamente capace di esprimersi con la ceramica e, più in generale, con tutti i linguaggi dell’arte.
Già presente in Albisola nel 1967 prende parte con suoi lavori alla “Rassegna d’Arte Contemporanea” allestita alla Galleria Pescetto e a cui parteciparono, fra gli altri, artisti di fama internazionale come Appel, Capogrossi, Carlè, Crippa, Dova, Fabbri, Fontana, Giannici, Jorn, Lam, Luzzati, Manzoni, Parini, Rossello, Sassu, Scanavino. Tanti artisti insieme “aperti a una tematica ricca e diversificata: denominatore comune è l’impegno nella ricerca, secondo il principio socratico e che vita è no-vità” (1)
Quello spirito di ricerca Bertolazzi non lo ha mai abbandonato, una ricerca poetica, sensibile alle sfumature, all’emotività, utilizzando i materiali più svariati con ampia libertà e grande capacità.
Giuseppe Bertolazzi giunge da Torino in bicicletta “come se l’avessi rubata al vento, su e giù, due giorni e sono arrivato. Se ho scelto Albisola per amore ? no, è avvenuto per gioco, il gioco dei chissà, l’amore è nel gioco, ma queste sono storie mie e rimangono mie e nessuno saprà mai come è avvenuta quella cosa : impossibile spiegare. A Albisola ad accogliermi è stata la strada, con odori di cibo soprattutto, ma io sono coraggioso; quando sento qualcosa che non è mio, passo e vado, nervoso e bello. Poi a Albisola c’è un bel cielo con tante stelle. Le stelle sono belle, stupende, se ne fregano del tuo canto, del tuo Dio, della tua poesia, immuni, stabili ; non hanno rapporto diretto con l’uomo, siamo noi che con loro giochiamo per le nostre fantasie, sarebbe troppo bello che una stella parlasse in silenzio. Noi siamo troppo piccoli in confronto a quello che c’è oltre noi, anche nei nostri capricci mentali, nell’arte. Nelle mie opere solo l’un per cento è mio, il 99 giunge dal misterioso che è oltre me”. (1)
Io lo ricordo, nel 1989, in Piazza Del Popolo, eravamo riuniti con altri artisti partecipanti agli “Incontri della Ceramica”; Toni Zarpellon, dopo aver rivestito di carta bianca i muri esterni del Bar Testa, eseguiva ritratti alla gente che passava, Bertolazzi incurante della cosa, come se niente lo riguardasse, attaccava sopra i ritratti dei suoi manifesti “QUESTA SERA ALLE ORE 24 UNA ASTRONAVE ARRIVERÀ IN ALBISOLA PER METTERSI IN CONTATTO CON BEPPE BERTOLAZZI”.
(1) testi tratti dall’Avventura Artistica di Albisola, editrice Liguria, Luciano e Margherita Gallo Pecca
BEPPE BERTOLAZZI
(nato a Torino nel 1933, morto a Savona nel 2001)
Pittore e poeta frequentatore dell’ambiente artistico albisolese.
Un ricordo di Gianni Celano Giannici
“Ho avuto da subito, da quando l’ho conosciuto, un fascino per questo personaggio unico, un po’ speciale. Bertolazzi, o meglio “Bertolbep” come amava definirsi, era senza dubbio un artista, un’equilibrista che ben rappresenta il pensiero di chi dice che l’Arte è una maniera di vivere. Un equilibrista, ma di quel tipo che sale sul trapezio in smoking bianco e soprattutto non vuole la rete di protezione.”
di Secondo Chiappella
“Iniziò a lavorare come apprendista parrucchiere a Albisola Superiore, il suo datore di lavoro gli mise a disposizione il retrobottega come camera da letto, che lui utilizzò anche come studio, scrivendo e dipingendo, esprimendo il suo spirito poetico e artistico. Ebbe modo di conoscere vari artisti che frequentavano la bottega, essi colsero in quel garzone una sensibilità artistica fuori dal comune, per cui lo invitarono a una collettiva, fu quello il momento che da garzone di bottega divenne artista e poeta a tempo pieno, con alterne fortune. Non so se Beppe Bertolazzi ha avuto i giusti riconoscimenti per la sua arte. A salutarlo eravamo in due.”
di Giampaolo Parini
“Negli anni Ottanta avevo una mostra a Pozzo Garitta nella galleria diretta da Marirì Merlati. Un pomeriggio arrivò Bertolazzi completamente ricoperto di carta argentata, aveva percorso tutto il paese sotto lo sguardo esterrefatto di quanti incontrava. La performance si concluse con un buffo e disarticolato balletto durante il quale, con il mio aiuto, si liberò della copertura metallica. Nello stesso periodo lo si poteva “affittare” come TAPPETO, stava immobile, sdraiato sul pavimento davanti alle poltrone dei salotti e le persone sedute appoggiavano i piedi sul suo corpo ossuto. Era un uomo gentile e un artista visionario. Ciao Beppe”
di Giorgio Moiso
“Mani con lunghe dita che si muovono mimando con eleganza parole apparentemente poco comprensibili, viso sottile un po’ scavato messo in cornice dai lunghi capelli sale e pepe e dalla rada barba incolta, fisico asciutto portato con stile. Ecco … io Beppe lo vedevo così: un personaggio della nobiltà piemontese decaduta a cui era rimasta quella “allure” aristocratica che non si perde se la si possiede dalla nascita. Noi tutti lo conosciamo bene come pittore, ma in realtà per me è stato un grande interprete di se stesso, della sua persona, del suo essere attore “tout court”. Bertolazzi che produce, mette in mostra, vende se stesso; un vero esempio di arte comportamentale messa in scena giorno per giorno nel grande teatro di Albisola e del mondo. Ricordo i suoi numerosissimi foglietti di carta che lasciava qua e là (spesso al Bar Testa) per annunciare sue mostre o scrivere arguti epigrammi di vera poesia, sempre rigorosamente firmati con una grafia elegantissima. Non mi stupirei se passando dal Bar Testa in Albisola vedessi appeso al muro con un po’ di adesivo un piccolo foglietto di carta sul quale leggere “VI ASPETTO DOMENICA A POZZO GARITTA FIRMATO BERTOLAZZI"
Menu di sezione: