Comitato Rigore Artistico Albisola Savona


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n° 3 G. Tinti

ESPOSIZIONI MOSTRE > Mostre 2005

Mostra personale di Giovanni Tinti

a Pozzo Garitta 11 - dal 18 novembre al 4 dicemre 2005


I Bastoni portatori del destino L’uomo tecnologico, involucro meccanico, manichino senza volto, protagonista a partire dagli anni sessanta dell’arte di Giovanni Tinti, che aveva nelle opere più recenti lasciato il posto ad un uomo evanescente, leggero, etereo, oggi scompare. Dallo Scheletro, all’Anima, all’Assenza. Al posto dell’uomo, nel primo autunno del 2005, Tinti si dedica alla creazione dei Bastoni, oggetti nati da una lunga riflessione che si è sviluppata nel tempo ma che solo oggi ha trovato una propria forma e un proprio autonomo significato che ne hanno determinato la nascita. I Bastoni di Tinti si dividono in due tipologie: i “ready made” - bastoni di ogni tipo e materiale prodotti industrialmente o lavorati a mano - prelevati dal proprio contesto e privati della loro funzione primaria per essere trasformati in opera attraverso gli interventi dell’artista e quelli creati ex novo in ceramica con i simboli zodiacali sull’impugnatura, cotti nei forni di Mazzotti. Nel terzo millennio un oggetto dalle origini antichissime, pregno di storia e significati simbolici quale il bastone, prende il posto dell’uomo nella riflessione dell’artista che si concentra su uno “strumento” che, nei secoli, ha assunto un significato sempre nuovo e diverso. Se in apparenza l’essere umano sembra, così, escluso dalla nuova produzione artistica, ad una riflessione più attenta si comprende come la ricerca di Tinti sul vivere e sull’esistere non abbandoni realmente il percorso che da anni ne ha caratterizzato l’opera. I suoi Bastoni, allora, in qualche modo includono, sott’intendono la presenza dell’uomo: essi sono stati creati per sostenere, aiutare, condurre l’individuo che, dopo il dramma di una società disumanizzata, si consuma, leggero come una nuvola, in un dolore non più sociale ma esistenziale. Ma in che modo i Bastoni saranno un sostegno per le sue figure, gli uomini, le donne, gli sportivi troppo “Soli” ed “Ermetici”? Quale viaggio, quale cammino, quale dimensione apriranno magicamente all’essere umano e all’arte di Tinti? Sono due gli orizzonti che si schiudono, come due sono le tipologie delle opere esposte. Il primo percorso fa del passato un bagaglio da intrecciare col futuro, allacciandosi ad una tradizione antica, simbolica e ricca di segni, come idiomi linguistici. Si tratta dei Bastoni con un proprio vissuto che Tinti sceglie per intervenire con la sua arte. Ognuno si essi ha una storia: dal semplice bacco da pastore al bastone medico col serpente attorcigliato; dal bastone da passeggio con l’impugnatura in avorio e metallo alla gruccia per sostenere una gamba malata, sino al bastone accessoriato contenente nel fusto lame, orologi, occhiali, attrezzatura per dipingere. E’ l’artista a donare a questa serie di bastoni la via del futuro, disegnando, incidendo, applicando sul fusto i segni che hanno caratterizzato la serie delle “Sequenze condizionate”: piccoli ideogrammi, simboli zoomorfi, macchie di colore, giochi di fantasia. Posti in una teoria a spirale ascendente, richiamando il quadro “Cometa 2000”, questi piccoli e giocosi segni sembrano “sollevare” il bastone dalla sua funzione originaria – sia esso semplice sostegno, arma, scettro… - per farlo volare verso una dimensione nuova, leggera, ridente. Allora il bastone medico non è più soltanto bastone medico e il serpente che, secondo il mito, portò l’erba miracolosa per resuscitare Ippolito è libero di giocare a rincorrere le festanti macchie di colore. Il bastone detentore del potere non incute più timore per ritornare semplice legno e quello con l’impugnatura in corno d’animale torna ad essere animale. Ma il fantastico “gioco” di Tinti non si conclude qui. Il secondo e più misterioso orizzonte si schiuderà all’uomo che si affidi ai dodici Bastoni che l’artista ha realizzato in ceramica, ricurvi alla sommità, su cui poggiano dolcemente come farfalle i segni zodiacali. Variopinti, quasi iridescenti, sono i “Bastoni portatori del destino” per un rinnovato viaggio dell’uomo verso una dimensione fantastica e ludica, colorata e chimerica, sconosciuta e insieme amica. Sono i Bastoni del sogno e della fiaba che possono allontanare la solitudine dall’esistenza per restituire all’Uomo “meccanico” e all’Uomo “fragile” un volto, un sorriso. Sono i Bastoni dello zodiaco, ombre degli astri e riflessi del sole, che guardano benignamente l’uomo per invitarlo ad una danza giocosa. Sono i Bastoni della fantasia per portare lontano, in alto un piccolo uomo, aggrappato alla coda della Cometa.

Silvia Campese

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